La realizzazione di un collegamento tra la Sicilia e la Calabria ha sempre inspirato inventori e proggettisti. Alcune idee certamente molto fantasiose hanno riscontrato grande interesse scientifico e lunghi studi sulla loro concreta fattibilità. Di seguito alcune delle ipotesi progettuali di maggior interesse:

Tunnel sottomarino - Un tunnel sottomarino realizzato mediante tubi sommersi la cui profondità era regolata contrastando la prevalenza della spinta idrostatica sul peso della struttura, sia a vuoto che a pieno carico.

Tunnel sommerso - Un tunnel sommerso a sagoma lenticolare idrodinamica, autoportante per il principio di Archimede, non legato al sottosuolo e ubicato dove il mare è più ampio e profondo e le correnti marine sono di minore intensità.

Ponte idrostatico - Un Ponte a sostegno idrostatico, costruito con travature e pile metalliche, scaricanti su puntoni galleggianti.

Ponte flessibile - Un ponte flessibile che, non potendo né emergere, né affondare sarebbe libero dalle influenze dei moti sismici, della corrente e del vento. Si trattava di un ponte-tunnel lungo 3.300 metri, diviso in tre sezioni,di cui due di 1.500 metri ed una centrale di 300 metri posta in orizzontale a 25 metri sotto l'acqua.

Ponte zattera - Un ponte-zattera prevedeva un collegamento mediante un convoglio di bettoline pontate lunghe ciascuna un centinaio di metri e larghe cinquanta, capaci di sostenere su di una corsia di 10 metri i due binari ferroviari e in due da venti metri ciascuna le due corsie stradali. Il tutto attraccato a due piloni posti vicino alle due sponde e collegate ad esse da due ponti girevoli in grado di consentire il traffico marittimo.

Travata continua sommersa - La sezione trasversale del ponte era simile a quella del ponte di Archimede, cioè un doppio guscio di acciaio riempito di calcestruzzo avente un peso uguale al volume di acqua spostata. Il ponte era equilibrato dalla spinta idrostatica per l'azione dei carichi permanenti mentre avrebbe avuto un comportamento statico di trave continua per i soli carichi mobili (stradale e ferroviario) e per le incrostazioni che si sarebbero potute depositare sulla struttura. Il nome dei progettisti era garanzia di fattibilità.

L’istmo. Il progetto si ispirava ad altre soluzioni analoghe già realizzate in Danimarca, California.e Scozia. L’ipotesi prevedeva la realizzazione di una grande diga foranea piramidale lunga 3.400 metri e larga 30 sopraelevata dal mare mediante ammassi rocciosi di grandi dimensioni.. Sulla diga, posta in un’area di moderata profondità (-290 m.) era previsto il passaggio di ferrovie e autostrade. Un apposito canale avrebbe permesso il passaggio delle molte navi che quotidianamente attraversano lo Stretto di Messina.